Approfondimento.
Le cose non tornano, gli allevatori, nonostante una diminuzione dei risarcimenti, sono sul piede di guerra. Diventa indispensabile fare chiarezza e capire cosa sta succedendo, nel rapporto della PAT ‘Grandi Carnivori 2022’ ci sono gli elementi per ricostruire la situazione.
Iniziamo con il confronto dei danni certi. Nel 2022 sono stati 440, erano 463 nel 2021 (il 2022 vede una diminuzione del 5%). Confrontiamo i capi coinvolti (dati certi), nel 2022 sono stati 825, erano 1259 nel 2021 (il 2022 vede una diminuzione del 35%).
Quindi, nel 2022 abbiamo effettivamente avuto meno
episodi, con un'incidenza minore di capi coinvolti, la situazione è
migliorata, ma i risarcimenti sono scesi molto di più, del 60%, quindi manca
qualche altro elemento.
Nel rapporto 2022 viene riportato: “Rispetto alle 461 denunce di danno, le
richieste di indennizzo presentate sono state 345, mentre in 116 casi il
danneggiato non ha presentato la richiesta di indennizzo.” “Al momento della
stesura del presente rapporto è stato definito l’esito di 268 richieste di
rifusione del danno (224 accolte e 44 respinte), mentre le altre 77 sono in
corso di definizione.”
Quindi, si aggiunge qualche ulteriore elemento: le domande di
indennizzo presentate sono meno delle denunce (-25%) e questo dato andrà
spiegato. Poi ci sono le richieste respinte, circa il 15%, e anche questo dato
è importante. Poi abbiamo 77 domande ancora da definire al momento della
stesura del rapporto, per cui il calcolo sui saldi del 2022 non è ancora
definitivo.
Adesso andiamo a spiegare il calo delle richieste di indennizzo e le domande
respinte. Prima serve spiegare un ulteriore elemento: l'indennizzo previsto era
ed è pari al 100% del valore del capo. Nel corso del 2021, la normativa
provinciale ha recepito le norme europee in materia di Aiuti di Stato, “prevedendo
i casi in cui la presenza di idonee opere di prevenzione è necessaria
affinché eventuali danneggiati che operano in regime di impresa (non gli
hobbisti, dunque, per i quali nulla cambia) abbiano diritto all'indennizzo del
danno. L'attività di prevenzione continua a svolgersi principalmente secondo
due linee di intervento: il finanziamento fino a un massimo del 90% del costo
delle opere o la loro concessione in comodato d’uso gratuito.”
Questo passaggio è essenziale per comprendere la vicenda e spiega due cose:
Prima, chi opera come imprenditore per avere diritto ai risarcimenti in alcuni casi deve adottare opere di prevenzione. Fino al 2021 bastava il danno, ora viene risarcito solo chi adotta le misure di prevenzione previste; dal 2023 sono previste misure di prevenzione anche per i bovini (prima non erano previste).
Seconda, la provincia finanzia il 90% dell’importo necessario per le opere di prevenzione o gratuitamente le dà in comodato. Quindi, gratuitamente, c’è la possibilità di avere cani, recinti e ricoveri per i pastori.
Ecco dove sta il problema per gli allevatori: il risarcimento non è più automatico e in alcuni casi si perdono i risarcimenti se si omettono le opere di prevenzione.
Marco Piantoni


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