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Lupo, Orso e Allevatori, andiamo in fondo alla questione

Approfondimento.

Fugatti, lo sappiamo, è contro orsi e lupi e ha deciso di fare lì la sua campagna elettorale. Gli allevatori vanno sui giornali in modo deciso contro orsi e lupi. Poi, un articolo dell'Adige riporta gli importi degli indennizzi del 2022 rispetto al 2021 per i danni provocati da orsi e lupi. Gli animalisti di Aidaa affermano: «Ma un dato li smentisce (gli allevatori) categoricamente ed è quello degli indennizzi che si sono fermati a quota 145.679 euro del 2022 rispetto ai 337.587 euro del 2021, con un calo complessivo di quasi il 60% rispetto all'anno precedente».

Le cose non tornano, gli allevatori, nonostante una diminuzione dei risarcimenti, sono sul piede di guerra. Diventa indispensabile fare chiarezza e capire cosa sta succedendo, nel rapporto della PAT ‘Grandi Carnivori 2022’ ci sono gli elementi per ricostruire la situazione.


Iniziamo con il confronto dei danni certi. Nel 2022 sono stati 440, erano 463 nel 2021 (il 2022 vede una diminuzione del 5%). Confrontiamo i capi coinvolti (dati certi), nel 2022 sono stati 825, erano 1259 nel 2021 (il 2022 vede una diminuzione del 35%).

Quindi, nel 2022 abbiamo effettivamente avuto meno episodi, con un'incidenza minore di capi coinvolti, la situazione è migliorata, ma i risarcimenti sono scesi molto di più, del 60%, quindi manca qualche altro elemento.

Nel rapporto 2022 viene riportato: “Rispetto alle 461 denunce di danno, le richieste di indennizzo presentate sono state 345, mentre in 116 casi il danneggiato non ha presentato la richiesta di indennizzo.” “Al momento della stesura del presente rapporto è stato definito l’esito di 268 richieste di rifusione del danno (224 accolte e 44 respinte), mentre le altre 77 sono in corso di definizione.”

Quindi, si aggiunge qualche ulteriore elemento: le domande di indennizzo presentate sono meno delle denunce (-25%) e questo dato andrà spiegato. Poi ci sono le richieste respinte, circa il 15%, e anche questo dato è importante. Poi abbiamo 77 domande ancora da definire al momento della stesura del rapporto, per cui il calcolo sui saldi del 2022 non è ancora definitivo.

Adesso andiamo a spiegare il calo delle richieste di indennizzo e le domande respinte. Prima serve spiegare un ulteriore elemento: l'indennizzo previsto era ed è pari al 100% del valore del capo. Nel corso del 2021, la normativa provinciale ha recepito le norme europee in materia di Aiuti di Stato, “prevedendo i casi in cui la presenza di idonee opere di prevenzione è necessaria affinché eventuali danneggiati che operano in regime di impresa (non gli hobbisti, dunque, per i quali nulla cambia) abbiano diritto all'indennizzo del danno. L'attività di prevenzione continua a svolgersi principalmente secondo due linee di intervento: il finanziamento fino a un massimo del 90% del costo delle opere o la loro concessione in comodato d’uso gratuito.”

Questo passaggio è essenziale per comprendere la vicenda e spiega due cose:

Prima, chi opera come imprenditore per avere diritto ai risarcimenti in alcuni casi deve adottare opere di prevenzione. Fino al 2021 bastava il danno, ora viene risarcito solo chi adotta le misure di prevenzione previste; dal 2023 sono previste misure di prevenzione anche per i bovini (prima non erano previste).

Seconda, la provincia finanzia il 90% dell’importo necessario per le opere di prevenzione o gratuitamente le dà in comodato. Quindi, gratuitamente, c’è la possibilità di avere cani, recinti e ricoveri per i pastori.

Ecco dove sta il problema per gli allevatori: il risarcimento non è più automatico e in alcuni casi si perdono i risarcimenti se si omettono le opere di prevenzione.

Il rapporto spiega anche un altro aspetto quello legato alle opere di prevenzione e alla loro efficacia, efficacia dimostrata anche dal calo dei capi coinvolti nel 2022. Con recinti ben fatti e con la custodia del pastore, le aggressioni praticamente si azzerano.

Marco Piantoni






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