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Attività all'aperto, le zecche - un pericolo sottovalutato

 

𝗭𝗲𝗰𝗰𝗵𝗲, 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲!
 
 
Negli anni la presenza di questo fastidioso animaletto, che molti pensano essere un insetto ma è invece un acaro (classe Aracnidi), è aumentata in modo importante (per i cambiamenti climatici e la presenza di più ungulati), è aumentata anche la quantità di zecche "infette" portatrici di malattie trasmissibili all'uomo (da noi, TBE, Lyme). I morsi di zecca a uomini e animali sono diventati sempre più frequenti 𝗰𝗼𝗻 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗼𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲.

Sono parassiti esterni, delle dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo. Gli stadi sono tre, ogni stadio ha bisogno di un pasto a base di sangue. L'apparato boccale (rostro) è in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue degli ospiti.
 
Il clima è molto importante per la diffusione delle zecche che hanno bisogno di bere frequentemente, quando è freddo o molto secco sono meno attive, quando è caldo con frequenti piovaschi la diffusione aumenta.

Le zecche sono pericolose per l'uomo e il rischio è in aumento, i due morti nel 2022 in Trentino sono lì a ricordarcelo. Bisogna iniziare a preoccuparsi SERIAMENTE e prendere le necessarie precauzioni.
 
⚠    Il problema è aggravato dal fatto che se ne parla poco per cui la gente sottovaluta un pericolo reale importante, sia per chi per chi fa escursioni in montagna sia per chi passeggia anche in campagna. Il rischio di lesioni gravi o morte, se consideriamo i dati degli ultimi anni, è molo superiore a quello derivante da un aggressione da parte di un orso o dei lupi.
 
📌   Come tutti i pericoli della montagna può essere gestito in modo corretto per ridurre al minimo il rischio di gravi conseguenze, vediamo quali precauzioni deve prendere chi fa attività all'aperto:
 
 
▶ E' indispensabile la vaccinazione per la TBE (encefalite da zecca), mentre, purtroppo, per la Malattia di Lyme non c'è. La seconda va gestita con un attento monitoraggio dei morsi da zecca nel mese e mezzo successivo al morso, bisogna controllare se insorge l'eritema migrante. Ci sono anche altre malattie che sono meno frequenti.
 
▶ E' indispensabile usare abbigliamento adeguato: abiti chiari, pantaloni lunghi, sempre, maglie con maniche lunghe quando possibile. L'abbigliamento va trattato con prodotti adeguati in base al tipo di esposizione, sempre con repellenti, a volte anche con altri prodotti. Prima di salire in macchina o entrare in casa bisogna sbattere gli abiti per far cadere eventuali zecche attaccate.
 
▶ E' indispensabile usare prodotti repellenti sulla pelle e sul capo.
 
▶ Anche gli animali domestici vanno trattati con appositi prodotti.
 
▶ Vanno evitate le zone dov'è più facile essere assaliti, cespugli e erba a lato dei sentieri, zone con erbe alte o piante basse.
 
▶ Bisogna tenere sotto controllo eventuali assalti che si possono manifestare anche con decine di individui contemporaneamente e in caso di morso intervenire prontamente con apposite pinzette per la rimozione (pinzette che permettono di lavorare sul rostro senza schiacciare il corpo). Prima si rimuove meglio è se la rimozione viene fatta in modo corretto. Sotto trovate le istruzioni per una rimozione sicura.
 
▶ Dopo la rimozione, fatta senza commettere i classici errori che possono causare il rigurgito, si usa solo disinfettante, non si usano creme antibiotiche.
 
▶ Al rientro da attività all'aria aperta va sempre eseguito uno scrupoloso controllo di tutto il corpo e bisogna fare subito la doccia per eliminare eventuali ninfee (primo stadio). 
 
 
 
Adottando tutte queste precauzioni sono riuscito a ridurre quasi a zero i morsi di zecca in un anno.
 
⚠️   Eppure è pieno di gente che va in montagna con pantaloni corti o che si sdraia nei prati.
🍽 Come dire alle zecche: buon appetito
 
Ulteriori informazioni le trovate qui:
 
Marco Piantoni


 
Istruzioni per la rimozione delle zecche dal sito "epicentro.iss"
 

Rimozione della zecca

Cosa non fare:

  • non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto e un ulteriore affondamento del parassita nella pelle dell’ospite.

Cosa fare:

  • la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori che permettono di rimuovere la zecca con un movimento rotatorio
  • durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni
  • dopo la rimozione della zecca, disinfettare la zona, evitando l’utilizzo di disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio
  • evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate
  • spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile o con pinzette a punte sottili adeguatamente sterilizzate
  • è consigliabile conservare la zecca in una boccetta con alcol al 70% per una successiva identificazione morfologica ed eventuale isolamento di patogeni, in caso di comparsa di sintomi per poter ricevere cure mirate e medicine specifiche. In caso di malattia, informare quanto prima il medico della data e della località in cui si è venuti a contatto con la zecca
  • dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica
  • rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

Uso di antibiotici

La somministrazione di antibiotici per uso sistemico nel periodo di osservazione è sconsigliata, perché può mascherare eventuali segni di malattia e rendere più complicata la diagnosi. Nel caso in cui, per altre ragioni, fosse necessario iniziare un trattamento antibiotico, è opportuno impiegare farmaci di cui sia stata dimostrata l’efficacia sia nel trattamento delle rickettsiosi che delle borreliosi.

 


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