Il sindaco di Arco e Villa Angerer.
ร plausibile che un amministratore di un'impresa di costruzioni sia spinto dall'ambizione di sfruttare tutte le opportunitร per fare profitto trascurando l'interesse collettivo.
Non รจ sensato che un amministratore pubblico continui a concentrarsi sull'agevolare l'imprenditoria privata a discapito dell'identitร storica, culturale e paesaggistica del proprio territorio. Il nostro sindaco, nel corso dei suoi mandati, ha promosso varie operazioni immobiliari che hanno definitivamente alterato l'aspetto della cittร giardino, il Kurort, caro a poeti, viaggiatori e intellettuali mitteleuropei. In dieci anni di mandato, non รจ riuscito a portare a termine la costruzione del teatro cittadino, a restaurare la passerella sul ponte di Via Segantini, nรฉ a destinare risorse ed energie al recupero delle importanti strutture dimenticate ad Arco.
Un monito incombe dalla collina รจ quello dell’ex Argentina che doveva mantenere i caratteri filologici del compendio storico abbattuto, sappiamo com’รจ andata a finire con l’abuso edilizio prescritto. Vicenda destinata a chiudersi con un ulteriore premio volumetrico legato all’edificio ex Calvario. Un altro esempio รจ quello di Villa S. Pietro, bene culturale da tutelare e preservare con gli strumenti urbanistici (a parere della Soprintendenza per i beni culturali) finalmente possiamo ammirare i cubi di cemento che hanno preso il posto dello storico edificio che cingeva il parco del Kurort e dello stesso parco a est dell’edificio. Inoltre, sono in arrivo tre edifici che sostituiranno il parco presso l'ex Hotel Arco, insieme ad altre operazioni simili giร approvate o in fase di valutazione.
A Villa Angerer il Betta sosteneva il progetto Arcese che prevedeva aumenti di volumi che avrebbero integralmente stravolto l’identitร del compendio storico tutelato. Ora si schiera contro le iniziative che vorrebbero il recupero del bene nell’interesse delle comunitร locali con l’utilizzo di fondi pubblici, “Benissimo investire in cultura e sanitร ma bisogna stare attenti” dichiara. Per lui un intervento con sodi pubblici su un bene pubblico รจ “ipotesi nettamente inferiore rispetto all’operazione dell’Arcese…”.
Il nostro sindaco dovrebbe ogni tanto ricordarsi che il bene pubblico non esclude l'iniziativa privata, ma non la elegge sicuramente al rango di unica soluzione possibile. A meno di assumere come condizione di partenza l'inutilitร e l'incapacitร delle amministrazioni di progettare e pianificare nell'interesse della comunitร . Purtroppo, le condizioni e le soluzioni implementate e paventate per molti compendi storici del nostro territorio sono lรฌ a testimoniare questa inadeguatezza del nostro primo cittadino.
Io, diversamente dal sindaco, rimango convinto che la soluzione per un bene storico-culturale di prestigio per l’Alto Garda, qual รจ Villa Angere, vada ricercata nell’ottica di massimizzare il ritorno per la comunitร e per il territorio puntando sul rafforzamento delle funzioni pubbliche e sull’identitร territoriale. Museo, attivitร di ricerca, attivitร sociali, educative o sanitarie sono le destinazioni che devono caratterizzare questo luogo.
Marco Piantoni
co portavoce di Europa Verde Alto Garda e Ledro
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| Manifestazione storica |




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