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La ciclovia del Garda è una bugia!

Una bugia che costerà molto cara, sia in termini di costi che di conseguenze.

Tratto a nord a Malcesine

📌 Voglio chiarire alcune cose: sono favorevole e ritengo le ciclabili indispensabili. Tuttavia, sono contrario a questa opera perché rappresenta uno spreco inutile di denaro ed è dannosa. Molte opinioni favorevoli a questa ciclabile si basano su due presupposti sbagliati, a cui vorrei rispondere. È fondamentale avere consapevolezza di alcuni aspetti per formare un punto di vista informato. La prima cosa che mi viene spesso ripetuta è che sono già stati spesi dei soldi, quindi vale la pena completare l'opera. La seconda considerazione è che serve una ciclovia per garantire la sicurezza dei ciclisti nelle nostre aree congestionate.

 

ASPETTO ECONOMICO

Spese già sostenute 

Finora sono stati spesi alcuni milioni di euro per la progettazione e i lavori in corso, circa una trentina.


Fondi stanziati

A livello ministeriale, sono stati destinati 16 milioni al Trentino per la progettazione dell'intero percorso ad anello e circa una trentina di milioni del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) suddivisi tra le tre regioni coinvolte. Il Trentino, che è in una fase più avanzata, ha stanziato fino ad ora circa 80 milioni per la parte di competenza.

 

Tratto in Val di Sogno dove non c'è spazio


Previsioni di spesa 

Inizialmente, l'opera doveva costare complessivamente 344 milioni per 166 chilometri. Nel Trentino, per la parte occidentale, era prevista una spesa di 14 milioni su un totale di 344 milioni. Tuttavia, quando si è passati alla fase di progettazione esecutiva, il costo è aumentato da 14 milioni a 76,8 milioni, per un tratto di 5,5 chilometri.

·       Costo originario previso al km: 2,55 milioni (14 milioni diviso 5,5 km).

·       Costo previsto stanziato al km: 13,96 milioni (76,8 diviso 5,5 km).

·       Costo stanziato al chilometro per un tratto di cento metri: 21 milioni, quello al confine (2,180 milioni per circa 100 metri), simile a un viadotto autostradale. Alcuni potrebbero pensare che sia impossibile. Ma no, è così, e per questo tratto abbiamo la strada statale a monte il che comporta interventi limitati per ridurre il rischio geologico.

 

Spesa a consuntivo 

Abbiamo completato, ma non ancora aperto, solo il tratto tra Porto di Riva e la Strada del Ponale UF 1.1 (dove già esisteva una passeggiata lungo il lago e dove non c'è rischio geologico). Questo tratto è lungo 400 metri, con un costo inizialmente previsto e appaltato di 720 mila euro, che è aumentato a 1,5 milioni a marzo 2023 e ora è di 2,025 milioni.

 

Ipotesi di spesa

Partendo dai 344 milioni inizialmente previsti (erano 102 nel 2017), potremmo arrivare a spendere circa 1 miliardo se ottimisticamente utilizzassimo un coefficiente di 3, anziché il coefficiente di 5,57 che otterremmo utilizzando il rapporto tra costi previsti e importi stanziati per i 5,5 chilometri del Trentino sul versante ovest. Inoltre, considerando il rapporto tra stanziato e speso effettivamente nella prima UF 1.1 (che è di 2,81) e abbassandolo a un valore ottimistico di 2, otterremmo un costo finale di 2 miliardi. Se invece utilizzassimo i rapporti effettivi già emersi, senza correzioni ottimistiche, otterremmo un costo di 5 miliardi e 384 milioni.

Costi di manutenzione

La vecchia gardesana, che in parte verrebbe riutilizzata per la ciclovia, era ritenuta indifendibile dai tecnici provinciali, i costi per la manutenzione ordinaria e straordinaria milionari che ne deriveranno non saranno sostenibili dalle amministrazioni comunali. Chi si farà carico di questi costi?

 

ASPETTO FUNZIONALITA’

📌 Supponiamo che i fondi vengano reperiti e che in vent'anni la ciclovia venga costruita. Rappresenterà un percorso ciclabile completo e funzionale? NO!


Purtroppo:


Non è prevista una pista ciclabile continua intorno al lago; al contrario, i tratti di pista ciclabile costituiscono solo una piccola frazione. La maggior parte del percorso previsto sarà ciclopedonale e ad uso promiscuo.

 

Non è prevista nemmeno una ciclopedonale continua (al posto della ciclabile). Nei principali centri urbani, non sarà possibile transitare in bicicletta poiché manca lo spazio e sono troppo affollati. Ad esempio, il progetto non prevede una presenza fisica della ciclabile nel centro di Limone (è solo disegnata sulla mappa, ma attraversa viottoli nel paese). Prima di Limone, dove la stretta passerella già esistente non verrà modificata, all'hotel Panorama la ciclopedonale finisce e poco più avanti c'è l'obbligo per alcuni chilometri di bici a mano. L'unica possibilità, per le bici, rimane la statale con le strette gallerie. Non si transiterà poi su un percorso dedicato a Torbole (sono previste corsie in comune con le auto disegnate sulla sede stradale), Malcesine, Brenzone e frazioni, ma nemmeno in altri paesi nella parte centro-sud del lago su entrambe le riviere. Tremosine non ne vuole proprio sapere, non ne trarrebbe benefici ma solo i costi della manutenzione (ricordiamo che una parte importante del paese di Campione è chiusa per frana e che la strada della Forra è rimasta chiusa a lungo per frana). Inoltre, ricordiamo che in provincia di Brescia non vi sono fondi per sistemare le gallerie troppo strette che ostacolano il traffico e che rappresentano una priorità rispetto alla ciclabile.

 

Non sarà possibile un utilizzo sportivo nei fine settimana e durante la bella stagione, né un utilizzo legato alla mobilità locale se non nell’ambito di brevissimi spostamenti. Infatti, tutti i tratti lungo il lago, dove si svolgono attività balneari, risulteranno troppo affollati (questo è specificato nella relazione allegata al progetto). Per esempio, quasi l'intero tratto orientale da Navene a Garda non sarà praticabile in bicicletta se non in inverno.


Non so quanti abbiano realizzato quali saranno le conseguenze per le nostre località quando migliaia di biciclette transiteranno ogni giorno su una ciclovia che non sarà una vera ciclabile ma un percorso ciclopedonale promiscuo, con tutti i rischi derivanti dalle diverse esigenze degli utenti. Una ciclovia spesso interrotta, affollata o disponibile solo fuori stagione. Un'infrastruttura che, nei punti critici, scarica i ciclisti sulla viabilità stradale o nelle zone urbane congestionate (su strade che saranno, come ora, già intasate), oppure sui centri storici affollati o su passeggiate pedonali destinate a un'altra tipologia di utenti (spesso con l'obbligo di scendere e spingere la bicicletta).

  

FATTI NON OPINIONI

A quelli che non sono convinti di quanto riportato sopra consiglio semplicemente di percorre in bici i 25 chilometri già completati e quindi a tutti gli effetti già in grado di dimostrare la consistenza del progetto. Il primo tratto, di cinque chilometri, è quello che parte dal confine Trentino/Lombardia e arriva in centro a Limone, il secondo tratto, di venti chilometri, è quello che parte da Navene e arriva a Castelletto. 

Allego qui l'analisi del tratto tra Navene e Torri.

Vi allego anche il link per firmare la petizione contro questo progetto che prevede una ciclovia insostenibile e non funzionale: https://www.change.org/p/contro-questa-ciclovia-del-garda-non-sostenibile?fbclid=IwAR1rwjUrPv5Q_WG9JpFGMrXXnuzZGq41COd4Thk1EMtB3cp3xIO4POkhdbk


Marco Piantoni

 

 

Tratto tra Malcesine e Cassone

  



 
 


 

 

 
 

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