𝕆𝕣𝕤𝕠 𝕖 𝕞𝕠𝕟𝕥𝕒𝕘𝕟𝕒, 𝕦𝕟𝕒 𝕡𝕣𝕠𝕤𝕡𝕖𝕥𝕥𝕚𝕧𝕒 𝕕𝕚𝕧𝕖𝕣𝕤𝕒.
𝗦𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲: ❞𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼, 𝗵𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮❞ 𝗲 𝗽𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 ❞𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻'𝗲𝘀𝗰𝘂𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮❞.
𝗟𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗮, ignorata per 365 giorni all’anno, ma sempre tirata in ballo quando si tratta di parlare di orsi o lupi. Nessuno che si preoccupa di dire a chi va in montagna che in montagna si muore tanto, e molto facilmente. Parliamo del Trentino, meta turistica per gli amanti della natura, non vorrete che qualcuno inizi a richiamare l’attenzione sul fatto che nel 2022 sono morte in montagna 62 persone (11 quelle sulla Marmolada) altre tre sono ancora disperse. Rispetto al 2021 sono 19 in più, DICIANNOVE.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗶 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗧𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗮̀
Magari, qualcuno inizierebbe a ragionare sul fatto che andare in montagna è implicitamente pericoloso visto che ci si muove su un terreno “diverso” da quello della vita di tutti i giorni. Un terreno imprevedibile, definito tecnicamente: “d’avventura”. La montagna la devi conoscere e rispettare, devi sapere come muoverti, nonostante la presenza del Soccorso Alpino (spesso utilizzato in modo improprio) e che molti immaginano equivalere al tasto “exit”, spesso le situazioni non lasciano scampo.
1) Porti le domande giuste: cosa, quando, come, con chi?
2) Se non sai darti delle risposte esaurienti, evita.
3) Se durante un’escursione ti vengono dei dubbi, torna indietro.
𝗖𝗵𝗶 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮, 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝘀𝗼 𝗮𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗿𝗶𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼𝘀𝗲. Quindi, deve imparare a gestire il rischio cercando di ridurlo al minimo su tutti i fronti.
Ad ucciderti è spesso l’inadeguatezza, l’impreparazione, ad affrontare qualcosa che non puoi controllare, ma che puoi imparare a conoscere, prevenire e a gestire, senza avere la pretesa di poter raggiungere la sicurezza assoluta.
In Trentino muoiono ogni anno sessanta persone in montagna, negli ultimi trent’anni ne saranno morte circa un migliaio e ne è morta una per l’orso, 𝘀𝗲 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗶, 𝗱𝗮𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶. Dieci pagine di giornale per l’orso sono emblematiche di un fenomeno di isteria collettiva.
• 𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮.
• 𝗢𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 (𝗔𝗣𝗧 𝗼 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶) 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲.
Marco Piantoni
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