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Orso e montagna, una prospettiva diversa sulla sicurezza




𝕆𝕣𝕤𝕠 𝕖 𝕞𝕠𝕟𝕥𝕒𝕘𝕟𝕒, 𝕦𝕟𝕒 𝕡𝕣𝕠𝕤𝕡𝕖𝕥𝕥𝕚𝕧𝕒 𝕕𝕚𝕧𝕖𝕣𝕤𝕒.

𝗦𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲: ❞𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼, 𝗵𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮❞ 𝗲 𝗽𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 ❞𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻'𝗲𝘀𝗰𝘂𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮❞.

📌 𝗕𝗲𝗻𝗲❗ 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮. 𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮.

▶ Magari qualcuno inizierà a porsi il problema della sicurezza in montagna.
𝗟𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗮, ignorata per 365 giorni all’anno, ma sempre tirata in ballo quando si tratta di parlare di orsi o lupi. Nessuno che si preoccupa di dire a chi va in montagna che in montagna si muore tanto, e molto facilmente. Parliamo del Trentino, meta turistica per gli amanti della natura, non vorrete che qualcuno inizi a richiamare l’attenzione sul fatto che nel 2022 sono morte in montagna 62 persone (11 quelle sulla Marmolada) altre tre sono ancora disperse. Rispetto al 2021 sono 19 in più, DICIANNOVE.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗶 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗧𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗮̀❓ Magari, qualcuno inizierebbe a ragionare sul fatto che andare in montagna è implicitamente pericoloso visto che ci si muove su un terreno “diverso” da quello della vita di tutti i giorni. Un terreno imprevedibile, definito tecnicamente: “d’avventura”. La montagna la devi conoscere e rispettare, devi sapere come muoverti, nonostante la presenza del Soccorso Alpino (spesso utilizzato in modo improprio) e che molti immaginano equivalere al tasto “exit”, spesso le situazioni non lasciano scampo.

▶ Faccio l’istruttore perché ho scelto di dedicare del tempo ad insegnare 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮. 𝗟’𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲̀: 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝘂𝗼 𝗮𝗹 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗶𝗻𝘀𝗲𝗰𝗼 𝗮𝗱 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝗰𝘂𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘂𝗻’𝗮𝗿𝗿𝗮𝗺𝗽𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝗹𝗲. Mi piace pensare che ogni anno alcune decine di persone riusciranno ad andare in montagna in modo più attento e consapevole.
📌 La cosa principale che vorrei riuscire a trasmettere a tutti gli allievi è che probabilmente, dopo un corso base (circa otto lezioni in aula e altrettante giornate sul terreno), non diventi un esperto, se sei attento, le cose più importanti che imparerai sono:
1) Porti le domande giuste: cosa, quando, come, con chi?
2) Se non sai darti delle risposte esaurienti, evita.
3) Se durante un’escursione ti vengono dei dubbi, torna indietro.

𝗖𝗵𝗶 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮, 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝘀𝗼 𝗮𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗿𝗶𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼𝘀𝗲. Quindi, deve imparare a gestire il rischio cercando di ridurlo al minimo su tutti i fronti.
Ad ucciderti è spesso l’inadeguatezza, l’impreparazione, ad affrontare qualcosa che non puoi controllare, ma che puoi imparare a conoscere, prevenire e a gestire, senza avere la pretesa di poter raggiungere la sicurezza assoluta.
In Trentino muoiono ogni anno sessanta persone in montagna, negli ultimi trent’anni ne saranno morte circa un migliaio e ne è morta una per l’orso, 𝘀𝗲 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗶, 𝗱𝗮𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶. Dieci pagine di giornale per l’orso sono emblematiche di un fenomeno di isteria collettiva.
💣 Magari possiamo pensare di raccontare che uccidendo tutti gli orsi e tutti i lupi presenti in Trentino potremmo tornare a fare escursioni in sicurezza e fingere che sia vero, ma non è così. 𝗜 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗶 𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮, 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗲̀ 𝗹ı̀ 𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗰𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼.

🥲 Mi dispiace molto per la perdita di una vita umana causata da un orso, ma mi dispiace anche di più per la perdita di molte vite per colpa di un certo modo di gestire il rapporto con la montagna. Specifico che non sono contrario all’abbattimento degli individui problematici che, però, deve essere deciso da un comitato tecnico scientifico e non dalla politica in campagna elettorale.

📌 Come convivere con i grandi carnivori in montagna andrebbe insegnato, così come gestire gli altri importanti pericoli legati alla presenza di vespe, zecche, di mucche al pascolo, ecc… Ma, soprattutto, 𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝟵𝟵% 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲: 𝘀𝗰𝗶𝘃𝗼𝗹𝗮𝘁𝗲, 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗲, 𝗶𝗻𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

📌 𝗜𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗲𝗿𝗲𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗔𝗱 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼:
• 𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮.
• 𝗢𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 (𝗔𝗣𝗧 𝗼 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶) 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲.

🏔 𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗶𝘃𝗼𝗿𝗶, 𝘀𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗲𝗰𝗼𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗲 𝘀𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗹𝗶, 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼.

▶ Utilizzare i grandi carnivori come capro espiatorio a fini elettorali è più facile che costruire un percorso per aumentare la sicurezza in montagna. 𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼, 𝗮𝗺𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰’𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮, 𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟯𝟬%, 𝗲̀ 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼, 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼.

❓ A quelli che ancora pensano che la soluzione per essere sicuri sul nostro territorio sia quella di rinunciare ad orsi e lupi, perché in alcune situazioni ci potrebbero essere delle vittime, 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲 𝘀𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲: 𝗹𝗲𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝘁𝗶𝗴𝗿𝗶, 𝗹𝗲𝗼𝗽𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗲 𝗴𝗶𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗶, 𝗽𝘂𝗺𝗮 𝗲 𝗽𝗮𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲, 𝗿𝗶𝗻𝗼𝗰𝗲𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗶𝗽𝗽𝗼𝗽𝗼𝘁𝗮𝗺𝗶, 𝗰𝗼𝗯𝗿𝗮 𝗲 𝗽𝗶𝘁𝗼𝗻𝗶, 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗼𝗿𝗰𝗵𝗲, 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗰𝗰𝗶𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗶𝘃𝗼𝗿𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗼❓

Marco Piantoni

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