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Un soldato italiano in una lettera inviata a casa il 1ยบ luglio 1942 scrisse: «Abbiamo distrutto tutto da cima a fondo senza risparmiare gli innocenti. Uccidiamo intere famiglie ogni sera, picchiandoli a morte o sparando contro di loro. Se cercano soltanto di muoversi tiriamo senza pietร e chi muore muore.»
Un altro scrisse: «Noi abbiamo l'ordine di uccidere tutti e di incendiare tutto quel che incontriamo sul nostro cammino, di modo che contiamo di finirla rapidamente.»
Occupazione italiana della Jugoslavia 1942, fonte Wikipedia con bibliografia.
La giornata nazionale per le vittime delle Foibe viene proposta in modo decontestualizzato, mai si ricorda che prima furono gli Italiani ad invadere quei territori e per alcuni anni a dominarli reprimendo nel sangue ogni rivolta e macchiandosi di reati infami come la tortura e la fucilazione di ostaggi civili e intere famiglie.
A cosa serve una giornata della memoria per commemorare le vittime di una tragedia se poi, quando si verificano situazioni analoghe, non siamo in grado di tenere un comportamento conseguente?
Il caso attuale dell’olocausto palestinese, perpetrato dai discendenti di chi ha subito uno dei tanti olocausti della nostra storia, ci insegna che ricordare se poi si nega la realtร , quando queste cose si ripetono, non serve a nulla.
Qualcuno potrebbe indignarsi per il fatto di aver parlato dell’olocausto ebraico, durante la Seconda Guerra Mondiale, come di uno dei tanti eventi di questo tipo. Purtroppo, anche noi, delle democrazie occidentali, ricordiamo solo gli olocausti che abbiamo subito e dimentichiamo quelli che abbiamo perpetrato ai danni di altri popoli. Vogliamo forse ricordare com’รจ avvenuta la conquista delle Americhe? O il periodo coloniale con i misfatti in Asia e Africa? E non serve andare lontani nello spazio e nel tempo, basterebbe ricordare gli eccidi attribuibili al nostro governo fascista, in Jugoslavia, in Grecia, in Etiopia, in Libia. Senza dimenticare il massacro di Serebrenica nel 1995 dove i caschi blu dell’ONU (soldati europei occidentali) lasciarono campo libero ai macellai.
Quanti anni occorreranno per riconoscere quello che sta accadendo in Palestina come l’olocausto di un popolo ad opera di un altro popolo?
Marco Piantoni

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