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La Sanità italiana dipende dalle scelte degli italiani

 

Parliamo di qualcosa che ci coinvolge tutti, ne sentiamo parlare spesso in modo controverso e non è facile farsi un idea della situazione e della sua evoluzione.

Con questo intervento vorrei cercare di dare un contributo efficace e chiaro su dove siamo e dove stiamo andando.

Vediamo alcuni grafici del rapporto dell'istituto CREA (istituto di ricerca non profit specializzato in ambito sanitario creato dall'Università Tor Vergata).

▶ Situazione del servizio, grafico 1, il punteggio di performance > evidenzia che solo al nord abbiamo livelli quasi sufficienti, al centro non ci siamo, al sud la sanità pubblica non esiste quasi più.



▶ Tasso di ospedalizzazione in acuzie, grafico 2, (i ricoveri in ospedale) abbiamo il tasso più basso in Europa, 1/3 della Germania. > abbiamo pochi posti per ricoveri e i ricoveri devono durare poco.

 
▶ Andamento della spesa sanitaria in Italia rispetto alla media EU, grafico 3, > cala il PIL, ma la spesa sanitaria cala molto di più > aumenta il divario con gli altri paesi.
 
 
 ▶ Finanziamento pubblico della spesa sanitaria, grafico 4, tende a diminuire mentre in EU sta aumentando molto > spiega il divario sempre maggiore con la media EU.
 
 
▶ Gap della spesa sanitaria rispetto alla media EU dal 1995, grafico 5, ci spiega di quanto è calato in proporzione agli altri paesi il nostro finanziamento alla sanità > la qualità dei servizi non può che scendere se si riduce di oltre 1/3 rispetto agli altri paesi il finanziamento.
 

▶ Spesa sanitaria pubblica pro capite, grafico 6, ci dice che è vero che spendiamo sempre di più per la sanità e siamo passati da 1.200 euro del 2000 a più di 2.000 euro del 2021, ma nello stesso arco temporale la media EU è passata da 1.600 a quasi 4.000 euro > vuol dire che per ogni cittadino italiano la spesa per assicurargli una sanità decente è la metà della media europea.
 

 

📌 La sintesi è che abbiamo deciso tutti insieme, tutti abbiamo scelto chi ci amministra ai vari livelli, che la sanità non è più una priorità e che il servizio sanitario pubblico è un modello che non merita una particolare attenzione.

📌 Tutti, forse, penseranno che non è vero che la sanità pubblica rimane una priorità, i numeri ci dicono che non è più così. Le risorse pubbliche sono sempre meno (il dato sul PIL lo dimostra - 24% il PIL pro capite rispetto al 1995) e da qualche parte bisogna rinunciare ad investire. Se vogliamo una sanità pubblica a livello europeo dobbiamo cambiare il modo di spendere e contemporaneamente aumentare le risorse, per tornare in media dovrebbero quasi raddoppiare.
Dobbiamo decidere se lavorare di più (abbiamo il tasso di inattivi più alto in EU, 35% contro il 26%), fare meno assistenzialismo, andare in pensione più avanti, far pagare a tutti le tasse, sprecare meno risorse, o rinunciare, come stiamo facendo, alla sanità.

📌 Se quando andiamo a votare, com'è successo negli ultimi trent'anni, mettiamo prima i vantaggi che ci possono riguardare da vicino (sussidi, pensioni, flat tax, condoni, privilegi corporativi, redditi vari) e poi quello che riguarda la collettività, la sanità probabilmente continuerà a peggiorare finendo per diventare un servizio a pagamento destinato a chi se lo può permettere.

Qui il link al report completo:
C.R.E.A. RAPPORTO SANITÀ'

Marco Piantoni

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