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Visualizzazione dei post da aprile, 2020

Covid-19 - Gaël Giraud: sul servizio pubblico e il capitalismo

Civiltà cattolica "L’ideologia dello smantellamento del servizio pubblico si mostra per quella che è: un’ideologia che uccide": sì, l’articolo definitivo sul virus lo doveva scrivere un gesuita   (Gianluca Mercuri) Gaël Giraud è un grande economista. Insegna all'Ecole nationale des Ponts et Chaussées ParisTech e fino all'anno scorso è stato chef économiste dell'Agenzia francese per lo sviluppo. Ha idee molto nette sulla riformabilità del libero mercato in senso «ecologico, anti-speculativo e di sostenibilità». Sembra un radicale - per esempio, definisce Macron « un populista educato » - ma combatte il vero nemico del capitalismo, la sua ala più rapace. Ha anche altre due particolarità: è un sacerdote, ed è un gesuita . In questi giorni Giraud ha firmato un saggio formidabile su Civiltà cattolica , unico per vision...

L'autarchia istituzionale italiana e le sue degenerazioni

Ma a qualcuno sta venendo qualche dubbio su quello che è successo nel nostro paese nella fase 1? Qualcuno ha idea di cosa succederà nella fase 2? Perdonatemi, se torno sull'argomento, adesso anche la stampa nazionale ha iniziato ad occuparsene in modo importante, anche la magistratura (in ritardo di un mese), restano fuori solo le reti RAI (a parte qualche approfondimento di RAI 3). La fase uno, un disastro, la fase due, visto il disastro della fase uno e le gravi responsabilità da accertare, avvolta nella nebbia, delegata agli scienziati, alle commissioni, agli approfondimenti. Primi ad entrare, ultimi ad uscire, con le ossa rotte: l'economia a pezzi e la società disgregata. Le regioni litigano su tutto e si preparano a chiudere i confini Una sola "buona notizia", preparano un bonus per mandarci tutti in vacanza quest’estate. Dopo la promessa delle due settimane di lock down e la bellissima primavera da cui ripartire che ci aspetta ancora, sono anco...

Grazie per avere insegnato a volare a molti di noi

Pe rché ci hai insegnato a volare e noi voliamo quando andiamo in montagna, nel silenzio, quando guardiamo un paesaggio o una cima imb iancata, immaginando una discesa senza fiato. “«E per ché io devo volare?» strideva Fortunata con le ali ben strette al corpo. «Perché sei una gabbiana e i gabbiani volano» rispondeva Diderot. «Mi sembra ter ribile, terribile! che tu non lo sappia». «Ma io non voglio volare. Non voglio nemmeno essere un gabbiano» replicava Fortunata. «Voglio essere un gatto e i gatti non volano»” “«Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. È acqua. Nella tua vit a avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali» miagolò Zorba. La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L'umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occ...